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Chiamate al 118, un modello di intelligenza artificiale potrebbe riconoscere gli ictus

A cura di Fabio Ambrosino By 29 Maggio 2023No Comments
SpecialiNews
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Un sistema di intelligenza artificiale si è dimostrato più efficace degli operatori umani nel riconoscere, durante le chiamate ai servizi di emergenza, i pazienti che stavano avendo un ictus.

È quanto emerge dai risultati di uno studio retrospettivo danese, i cui risultati sono stati presentati nel corso dell’edizione 2023 della European Stroke Organization Conference (ESOC), che ha indagato la capacità di riconoscere gli ictus di un algoritmo di intelligenza artificiale “addestrato” su 1,5 milioni di chiamate d’emergenza.

I ricercatori hanno messo in relazione i dati del registro danese degli ictus – il quale include informazioni su tutti i pazienti ricoverati per questa condizione, tra cui le tempistiche di esordio dei sintomi – con quelli relativi a tutte le chiamate d’emergenza pervenute presso il servizio d’emergenza (il nostro 118) di Copenhagen, suddivise tra quelle associate o meno a una successiva diagnosi di ictus.

L’algoritmo di intelligenza artificiale oggetto dello studio è stato addestrato sulle trascrizioni delle chiamate pervenute al servizio d’emergenza tra il 2015 e il 2020 (7.370 delle quali risultate poi associate a una diagnosi di ictus) analizzandone le differenze in relazione all’eventuale successivo riscontro di un evento cardiovascolare di questo tipo. Le trascrizioni delle telefonate erano prodotte automaticamente dall’algoritmo stesso a partire dalle registrazioni audio.

Il modello così addestrato è stato quindi utilizzato per valutare 344.000 chiamate d’emergenza effettuate nel 2021, di cui 750 associate a un ictus.

I risultati hanno messo in evidenza come il sistema di intelligenza artificiale fosse in grado di riconoscere correttamente i pazienti che stavano avendo un ictus nel 63% dei casi. Un risultato, questo, migliore di quello ottenuto dagli operatori umani (52,7%).

Inoltre, il modello di intelligenza artificiale è risultato poi associato anche a un valore predittivo positivo superiore rispetto agli operatori umani (24,9% vs. 17,1%).

Uno dei limiti dello studio, riscontrato spesso nel caso di ricerche relative a strumenti di intelligenza artificiale, è che era di natura retrospettiva. In futuro sarà quindi necessario indagare la capacità predittiva del modello in modo prospettico, in un contesto di vita reale.

“Il modello di intelligenza artificiale ha riconosciuto meglio gli ictus e con un tasso minore di falsi positivi rispetto agli operatori che lavorano attualmente nei servizi di emergenza”, ha commentato Jonathan Wenstrup del Copenhagen University Hospital – Herlev and Gentofte Hospital, tra gli autori dello studio, in un’intervista a theheart.org | Medscape Cardiology. “Molti casi non vengono riconosciuti in questa fase, causando un ritardo nel trattamento che può avere conseguenze letali per i pazienti”.

“Dobbiamo fare uno studio per vedere se questo strumento ha la stessa performance anche nella vita reale. […] Il modello potrebbe funzionare in background e produrre un alert per i pazienti che hanno un alta probabilità di avere un ictus in corso, i quali potrebbero essere indirizzati in modo prioritario ai trattamenti”.