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#WorldStrokeDay: quale relazione tra COVID-19 e ictus?

A cura di Fabio Ambrosino By 29 Ottobre 2020Aprile 1st, 2022No Comments
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COVID-19 ictus

L’edizione 2020 del #WorldStrokeDay – la giornata istituita nel 2006 dalla World Stroke Organization per aumentare la consapevolezza sulla prevenzione e il trattamento dell’ictus – cade in un periodo particolarmente drammatico per la salute pubblica, con la pandemia di COVID-19 che minaccia la tenuta dei sistemi sanitari di mezzo mondo. Diverse evidenze suggeriscono però l’esistenza di una relazione tra le due patologie, con un tasso di mortalità che in alcuni casi si avvicina al 40% per i pazienti COVID-19 che sviluppano un ictus ischemico dopo aver contratto il virus.

Incidenza dell’ictus ischemico acuto nei pazienti con infezione da SARS-CoV-2

I primi dati aggregati relativi alla relazione tra COVID-19 e ictus sono stati pubblicati nel corso dell’estate. Una revisione sistematica realizzata da un gruppo di ricercatori di Singapore e pubblicata sul Journal of Thrombosis and Thrombolysis, ad esempio, ha messo insieme le evidenze provenienti da 35 casistiche, per un totale di 4466 pazienti (135 con ictus ischemico), di cui 5 studi osservazionali di coorte condotti in Francia, Olanda, Italia, Cina e Stati Uniti (1). Questi hanno messo in evidenza un’incidenza di ictus ischemico nei pazienti COVID-19 compresa tra il 0,9% e il 2,7%. In totale, un ictus ischemico si è verificato in 54 dei 4466 soggetti inclusi nei 5 studi osservazionali, per un’incidenza aggregata pari all’1,2%.

Caratteristiche dei pazienti COVID-19 con ictus ischemico acuto

Le comorbilità riscontrate più frequentemente nei 135 pazienti COVID-19 che sono andati incontro a un ictus ischemico sono risultate essere l’ipertensione (64,5%), il diabete (42,6%) e l’iperlipidemia (32%). Risultati in parte sovrapponibili sono emersi anche da un registro – The Global COVID-19 Stroke Registry – che ha collezionato i dati relativi a 174 pazienti consecutivi con COVID-19 e ictus ischemico acuto ricoverati in 28 centri distribuiti in 16 Paesi (2): in questo caso le comorbilità più frequenti sono risultate essere l’ipertensione (68,4%), l’obesità (37,4%) e il diabete (31,03%). In generale i sintomi da infezione da SARS-CoV-2 più frequenti sono risultati essere febbre (55,2% – 63,7%), tosse o altri sintomi respiratori acuti (52,5% – 76,0%) e dispnea (43,7% – 58,6%). Per quanto riguarda il tempo trascorso tra la comparsa dei sintomi COVID-19 e l’insorgenza dell’ictus questo è risultato in media di 10±8 giorni nella revisione del gruppo di Singapore e di 7 giorni nel The Global COVID-19 Stroke Registry. Analisi di laboratorio hanno poi messo in evidenza livelli elevati di D-dimero (9,2 ± 14,8 mg/L) e di fibrogeni (5,8 ± 2,0 g/L).

SARS-CoV-2 e gravità/tipologia dell’ictus ischemico acuto

Nella revisione sistematica del gruppo di ricerca di Singapore è emerso un tasso di occlusione dei grandi vasi pari al 40,19%. Di questi casi, poi, il 14,9% era costituito da occlusioni multiple simultaneee. I dati di neuroimaging analizzati, disponibili per 103 pazienti, hanno poi messo in evidenza come la maggior parte dei pattern responsabili dell’ictus ischemico acuto fosse costituito da trombosi, embolia o stenosi di un grande vaso (62,1%), seguiti da manifestazioni relative a territori vascolari multipli (26,2%). I dati del Global COVID-19 Stroke Registry hanno poi dimostrato come il territorio vascolare colpito più frequentemente fosse l’arteria cerebrale media (93 su 163 pazienti con informazioni disponibili).

Trattamento e prognosi dei pazienti COVID-19 con ictus ischemico acuto

Dalle informazioni provenienti dagli studi che includevano dati riguardanti il trattamento presi in considerazione dalla revisione pubblicata sul Journal of Thrombosis and Thrombolysis è emerso che questi pazienti sono stati sottoposti a trattamento anticoagulante nel 72,7% dei casi, a terapia antiaggregante piastrinica nel 50,0% dei casi, a trombectomia endovascolare nel 33,7% dei casi e a trombolisi endovenosa nel 25% dei casi. Il tasso di mortalità, infine, è risultato pari al 38,0% nel lavoro del gruppo di Singapore e del 27,6% nel Global COVID-19 Stroke Registry.

Fabio Ambrosino

Bibliografia
1. Tan Y., Goh C., Leow AST et al. COVID-19 and ischemic stroke: a systematic review and meta-summary of the literature. J Thromb Thrombolysis 50, 587–595 (2020).
2. Ntaois G, Michel P, GeorgiopoulusG, et al. Characteristics and Outcomes in Patients With COVID-19 and Acute Ischemic Stroke. The Global COVID-19 Stroke Registry. Stroke 2020; 51: e254–e258.