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Valutazione farmacoeconomica di una combinazione a dose fissa (rosuvastatina + ASA) in ambito cardiovascolare

A cura di Giorgio Lorenzo Colombo By 18 Marzo 2024No Comments
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valutazione farmacoeconomica rosuvastatina + ASA

Il nostro centro di ricerca, all’interno del quale ricopro il ruolo di direttore scientifico, ha svolto un’analisi dettagliata sull’importante tematica delle malattie cardiovascolari e sul ruolo fondamentale delle terapie ipolipemizzanti nel contesto della sanità italiana.

Sappiamo che le malattie cardiovascolari costituiscono una delle sfide più rilevanti per la nostra società e i nostri sistemi sanitari, poiché non solo influenzano in modo significativo la mortalità, ma hanno anche un impatto economico considerevole.

Tra le principali criticità delle terapie ipolipemizzanti troviamo gli insuccessi terapeutici, i cambiamenti di terapia e l’aumento del rischio di ospedalizzazione, spesso associati alla complessità degli schemi terapeutici.

La polipillola (associazione di più principi attivi nella stessa forma farmaceutica), tramite la semplificazione del regime terapeutico, può ridurre significativamente il rischio di eventi cardiovascolari, tra cui infarto miocardico acuto, ictus e mortalità, come è emerso dallo studio di J.M. Castellano et al. del 2022 dove si affermava che la polipillola “è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari del 27%” (1).

Inoltre, la polipillola è una concreta strategia di prevenzione cardiovascolare: infatti, la semplificazione dello schema terapeutico, “aumentando l’efficacia di adesione alla terapia, potrebbe avere un impatto maggiore sulla salute più di qualsiasi miglioramento medico specifico”, come affermato nel report della World Health Organization del 2003.

Per migliorare l’aderenza e i risultati clinici nella prevenzione secondaria dopo un evento coronarico acuto, la “single pill” (rosuvastatina + acido acetilsalicilico, ASA) rappresenta una soluzione terapeutica e finanziaria da considerare.

Un Budget Impact Model (BIM), o modello di impatto sul budget, è stato elaborato dal nostro centro di ricerca per confrontare l’associazione di rosuvastatina e ASA in diverse dosi. Il BIM è uno strumento analitico utilizzato nel settore sanitario per valutare l’impatto finanziario di una determinata decisione terapeutica, politica sanitaria o cambiamento nel sistema di assistenza sanitaria. Questo strumento fornisce una stima dei costi associati all’implementazione di una nuova strategia o intervento, consentendo ai decisori sanitari di valutare le implicazioni finanziarie prima di prendere una decisione.

L’obiettivo principale dello studio condotto era quello di analizzare l’impatto farmacoeconomico derivante dall’adozione di pattern prescrittivi basati sulle single pill (rosuvastatina + ASA)  in sostituzione al regime delle multi pill, con un’attenzione particolare al miglioramento degli outcomes clinici dei pazienti.

In tal senso un BIM permette di confrontare i costi totali paragonando gli scenari multi pill al 100%, single pill al 100% e uno scenario di simulazione personalizzato che mostra l’impatto economico generato in funzione dell’impiego percentuale rispettivo di confezioni multi pill e single pill.

Il modello elaborato dal nostro centro ha permesso di valutare i risparmi che potrebbero derivare dall’uso della single pill (rosuvastatina + ASA), sia in termini di miglioramento dell’aderenza e degli esiti clinici dei pazienti che in relazione al minor costo dei farmaci.

L’utilizzo della single pill (rosuvastatina + ASA) potrebbe generare risparmi notevoli in Italia rispetto all’impiego dell’associazione rosuvastatina + ASA in estemporanea, con un potenziale risparmio che varia da € 951.201 nel caso in cui entrambe le opzioni (single e multi Pill) siano utilizzate al 50%, fino a € 1.902.402 nel caso di utilizzo esclusivo della single pill.

Il costo totale nello scenario associato a multi pill 100% è risultato di € 8.261.912 mentre quello associato a single pill 100% è di € 6.359.510. Ipotizzando di dividere in maniera equa le quote di multi pill e single pill si ottiene un costo finale € 7.310.711 che, rispetto al multi pill 100%, comporta un risparmio di € 951.201 nella realtà italiana.

In conclusione, le malattie cardiovascolari rappresentano una sfida complessa e costante per la salute pubblica. Affrontare efficacemente queste patologie richiede un approccio integrato che comprenda interventi farmacologici, cambiamenti nello stile di vita e l’adozione di nuove tecnologie per migliorare la gestione della salute cardiovascolare.

Inoltre, è essenziale un coinvolgimento attivo del paziente nella gestione della propria salute, attraverso la comprensione dei rischi e dei benefici delle terapie prescritte, nonché attraverso una comunicazione aperta e trasparente con i professionisti sanitari.

Le combinazioni fisse di più principi attivi rappresentano una risposta utile per migliorare queste criticità, portando a costi inferiori per il Servizio Sanitario Nazionale rispetto alle multi pill, oltre che una semplificazione dei regimi terapeutici, con conseguente netto miglioramento dell’aderenza e della qualità della vita dei pazienti grazie a una migliore gestione della patologia e la prevenzione di complicanze e/o eventi cardiovascolari.

Giorgio Lorenzo Colombo
Dip.to di Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Pavia e
Centro di Ricerca S.A.V.E. Studi Analisi Valutazioni Economiche, Milano

Bibliografia

1. Castellano JM, Pocock SJ, Bhatt DL, et al. Polypill Strategy in Secondary Cardiovascular Prevention. N Engl J Med 2022; 387(11):967-977.

Con il supporto non condizionato di