Skip to main content

Una conversazione tra Eugene Braunwald e Valentin Fuster, dall’intelligenza artificiale alla genetica

A cura di Fabio Ambrosino By 7 Marzo 2024Giugno 20th, 2024No Comments
NewsSpeciali
Braunwald Fuster

È stata pubblicata di recente sul Journal of the American College of Cardiology una conversazione tra due leggende della cardiologia mondiale: Eugene Braunwald e Valentin Fuster (1). Nel corso del dialogo, avvenuto in occasione dell’ultimo meeting della Valentin Fuster Society e moderato da Deepak L. Bhatt e Martin E. Goldman, i due cardiologi hanno riflettuto sul futuro della medicina, esplorando – tra i vari temi toccati – le potenzialità e le sfide portate dall’intelligenza artificiale e dalla genetica nel campo della cardiologia.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, Braunwald ha sottolineato come ogni nuova evoluzione tecnologica divida le opinioni tra scettici e visionari. Ha paragonato l’introduzione di questa tecnologia a momenti storici come l’invenzione dello stetoscopio o la mappatura del genoma umano, sottolineando come queste innovazioni abbiano richiesto tempo per essere pienamente integrate nella pratica medica.

“L’intelligenza artificiale migliorerà la diagnosi e stimerà la prognosi. Inserendo le informazioni fenotipiche e calcolando un punteggio di rischio poligenico all’inizio della vita, l’intelligenza artificiale potrà aiutare la diagnosi e la prognosi e queste informazioni permetteranno di ottimizzare il trattamento. Credo davvero che ciò cambierà la pratica della medicina, ma questi cambiamenti non avverranno dall’oggi al domani”.

Fuster ha invece espresso un ottimismo più cauto, paragonando l’intelligenza artificiale all’importanza storica della scoperta dell’elettricità. Ha identificato tre aree di influenza in ambito cardiologico: il miglioramento della diagnosi e della prognosi, l’impatto su formazione e rapporto medico-paziente e gli effetti nell’ambito della ricerca.

“Dal punto di vista educativo – ha sottolineato – sono preoccupato che possa ostacolare l’indipendenza della nostra capacità cognitiva, in particolare per l’interazione medico-paziente. L’educazione odierna dei tirocinanti è molto orientata al digitale. L’intelligenza artificiale influenzerà il pensiero indipendente? Infine, ha già avuto un impatto sulla ricerca e sulle indagini. Come editor di una rivista, quando i lavori provengono dall’intelligenza artificiale e aggiungono ChatGPT non si riesce sempre a capire da dove provengano i dati. Ci sono aspetti molto positivi, ma dobbiamo essere cauti ed esercitare un controllo”.

Sul tema della genetica, entrambi hanno riconosciuto il ruolo crescente che questa gioca nella medicina cardiovascolare. Braunwald ha discusso il potenziale della genetica nel trattare condizioni specifiche attraverso il silenziamento di geni problematici, come nel caso della PCSK9 per abbassare il colesterolo LDL.

“Non si può avere un LDL-C troppo basso!”, ha spiegato. “Nel 4-S (Scandinavian Simvastatin Survival Study), che ha aperto nuove strade con le statine, il colesterolo LDL basale era di 185 mg/dL e ora stiamo guardando a target al di sotto dei 15 o 20 mg/dL (2). L’unica cosa che vediamo man mano che riduciamo progressivamente l’LDL-C è che gli esiti clinici sembrano migliorare”.

Fuster ha invece introdotto il concetto di “imago-genomics”, enfatizzando come l’unione di imaging e genetica trasformerà la cardiologia. Al contrario, ha espresso cautela riguardo alla specificità degli attuali approcci poligenici per patologie eterogenee come le sindromi coronariche.

“Certamente – ha aggiunto – una svolta arriverà dall’editing genetico. Perché? Molto semplice. Perché puoi sviluppare geni di cellule embrionali primitive che permettono di superare un problema. Sarà affascinante. Questo è uno dei campi più emozionanti in medicina”. “Sono d’accordo –  ha concluso Braunwald – ci sono molti studi su primati in corso con risultati positivi e alcuni studi preliminari sull’uomo che sembrano molto promettenti”.

Bibliografia

1. Bhatt DL, Goldman ME. The Legends Colloquium: A Conversation Between Eugene Braunwald and Valentin Fuster. J Am Coll Cardiol 2024; 83(9): 951–955.
2. Randomised trial of cholesterol lowering in 4444 patients with coronary heart disease: the Scandinavian Simvastatin Survival Study (4S). Lancet 1994; 344(8934): 1383-9.