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Sigarette elettroniche: chi le usa potrebbe avere un rischio maggiore di scompenso cardiaco

Redazione By 2 Aprile 2024No Comments
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Tra le anticipazioni del prossimo meeting annuale dell’American College of Cardiology, in programma dal 6 al 9 aprile ad Atlanta, sono stati presentati i risultati principali di un ampio studio osservazionale prospettico che ha indagato la relazione tra l’utilizzo delle sigarette elettroniche e il rischio di scompenso cardiaco.

Ricerche epidemiologiche indicano un aumento nella prevalenza di utilizzo di questi dispositivi nella popolazione adulta, parallelo all’aumento nell’uso delle sigarette tradizionali. Particolarmente preoccupanti sono poi i dati relativi ai giovani, con le sigarette elettroniche che si configurano come il prodotto per il tabagismo più diffuso.

Per lo studio che sarà presentato ad Atlanta i ricercatori hanno utilizzato dati, provenienti da sondaggi e cartelle cliniche elettroniche, relativi a 175.667 soggetti (età media: 52 anni; 60,5% di sesso femminile) coinvolti nel progetto All of Us – un ampio studio nazionale sugli adulti statunitensi condotto dai National Institutes of Health. Di questi, 3.242 hanno sviluppato scompenso cardiaco entro un periodo di follow-up mediano di 45 mesi.

I risultati hanno mostrato che le persone che avevano utilizzato le sigarette elettroniche avevano il 19% di probabilità in più di sviluppare scompenso cardiaco rispetto a coloro che non le avevano mai utilizzate. Nel calcolare questa differenza, i ricercatori hanno tenuto conto di una serie di fattori demografici e socioeconomici, altri fattori di rischio per le malattie cardiache e l’uso passato e attuale di altre sostanze, compresi alcol e prodotti del tabacco. Nessuno di questi fattori ha modificato la relazione tra le sigarette elettroniche e lo scompenso cardiaco.

Andando a valutare la relazione in merito al tipo di scompenso cardiaco, l’aumento del rischio associato all’uso di sigarette elettroniche è risultato statisticamente significativo per lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata ma non per lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta.

Il disegno osservazionale prospettico dello studio non consente di determinare in modo conclusivo una relazione causale tra le due variabili, tuttavia l’ampia dimensione del campione e le numerose informazioni prese in considerazione fanno di questo studio uno dei più completi tra quelli realizzati fino ad oggi sul tema.