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Sedentarietà durante l’infanzia e rischio cardiovascolare in età adulta. C’è una relazione?

A cura di Fabio Ambrosino By 23 Agosto 2023No Comments
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Una maggiore tendenza alla sedentarietà durante l’infanzia potrebbe associarsi a un rischio cardiovascolare più elevato in età adulta, dedotto dall’evidenza di un incremento della massa ventricolare sinistra.

Saranno presentati a ESC Congress 2023, il meeting annuale dell’European Society of Cardiology in programma dal 25 al 28 agosto ad Amsterdam, i risultati di uno studio che ha messo in relazione i dati relativi all’inattività fisica di un gruppo di giovani e l’evidenza all’imaging di un potenziale danno cardiaco in età adulta.

Lo studio ha preso in considerazione 766 bambini (55% femmine e 45% maschi) reclutati nel Children of the 90s study, una delle coorti più grandi al mondo per quanto riguarda le valutazioni dello stile di vita dalla nascita.

Ai soggetti è stato fatto indossare per sette giorni, all’età di 11, 15 e 24 anni, uno smartwatch con sistema di rilevamento dell’attività. La massa del ventricolo sinistro è stata invece analizzata mediante ecocardiografia a 17 e 24 anni di età e riportata in rapporto all’altezza (g/m2). I ricercatori hanno quindi analizzato la relazione tra il tempo di inattività fisica tra gli 11 e i 24 anni e le rilevazioni all’imaging cardiaco tra i 17 e i 24 anni, dopo aver tenuto conto di fattori quali l’età, il sesso, la pressione arteriosa, il grasso corporeo, l’abitudine al fumo, l’attività fisica e lo stato socioeconomico.

A 11 anni il livello di sedentarietà medio era di 362 minuti al giorno, che saliva a 474 minuti al giorno nell’adolescenza (15 anni) e a 531 minuti al giorno nella prima età adulta (24 anni). In media, quindi, il tempo medio quotidiano di inattività fisica è aumentato di 169 minuti tra la prima e l’ultima rilevazione. Ogni aumento di un minuto riscontrato tra gli 11 e i 24 anni di età è risultato associato a un aumento di 0,004 g/m2 della massa ventricolare sinistra tra i 17 e i 24.

Da qui l’ipotesi di un maggior rischio cardiovascolare: uno studio precedente condotto su adulti aveva infatti messo in evidenza come un aumento di 1 g/m2  in un periodo di sette anni della massa ventricolare sinistra si associasse a un rischio raddoppiato di patologie cardiovascolari, ictus e morte (1).

Bibliografia

1. de Simone G, Kizer JR, Chinali M, et al. Normalization for body size and population-attributable risk of left ventricular hypertrophy: the Strong Heart Study. Am J Hypertens 2005; 18(2 Pt 1): 191-196.