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Nelle donne molto anziane la persistenza ai DOAC è minore rispetto agli uomini?

A cura di Fabio Ambrosino By 21 Marzo 2024No Comments
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DOAC donne

I tassi di persistenza al trattamento con anticoagulanti orali diretti (DOAC) potrebbero essere influenzati dal sesso, specialmente negli anziani. È questo il dato principale che emerge da un’analisi condotta dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Veneto in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, i cui risultati sono stati pubblicati di recente sul Journal of Sex- and Gender-Specific Medicine (1).

È noto che il sesso femminile costituisce un fattore di rischio indipendente per l’ictus correlato alla fibrillazione atriale, con alcune analisi che hanno messo in evidenza come tale rischio potrebbe essere influenzato da una diversa persistenza alla terapia anticoagulante (2,3). È stato infatti dimostrato che una scarsa persistenza si associa a esiti clinici peggiori in termini di ictus, attacco ischemico transitorio (TIA) e morte (4).

Uno studio di coorte italiano che aveva analizzato la persistenza al trattamento con anticoagulanti orali in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (NVAF), pubblicato nel 2019 sull’International Journal of Cardiology, aveva individuato il sesso femminile – in aggiunta all’età e a una storia di nefropatia o sanguinamenti – come possibile fattore associato negativamente a questo parametro (5).

Alcuni degli autori di quello studio hanno quindi deciso di riconsiderare la stessa coorte di pazienti, estratta dai database sanitari della Regione Veneto, per analizzare i predittori della mancata persistenza dei DOAC nelle donne e negli uomini (1).

Sono stati presi in considerazione i soggetti a cui erano stati prescritti DOAC nel periodo compreso tra luglio 2013 e settembre 2017, valutando il tasso di persistenza a un anno stratificato per sesso. In seguito, è stato applicato un modello di Cox multivariato per valutare i fattori associati alla persistenza ai DOAC. La coorte di studio includeva 17.920 pazienti, di cui 8.638 (49%) di sesso maschile e 15.197 (84,8%) di età superiore a 64 anni.

Il tasso di persistenza a un anno ai DOAC è risultato simile tra i due sessi, pari al 73,6% (72,6 – 74,6) nelle donne e al 72,9% (72,2 – 73,7) negli uomini. Il dato è risultato basso (di poco inferiore al 50%) in entrambi i gruppi nei pazienti di età inferiore ai 65 anni, andando poi ad aumentare, senza differenze tra i due sessi, con l’età. L’unica differenza significativa è emersa nei soggetti molto anziani (> 85 anni), con le pazienti femmine che riportavano tassi di persistenza inferiori rispetto ai maschi: 74,5% (72,6 – 76,4) vs 78,8% (76,1 – 81,2).

Perentuali più basse di persistenza al trattamento con i DOAC sono poi stati rilevate nelle donne affette da scompenso cardiaco congestizio, cancro, diabete, ipertensione, pregresso ictus o infarto miocardico e con una storia di sanguinamento. Il dato è invece risultato simile nelle donne e negli uomini che assumevano ASA o FANS.

“Il tasso di persistenza della terapia con anticoagulanti – concludono gli autori – sembra essere influenzato dal sesso, specialmente negli anziani. Sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio il ruolo di specifici fattori predittivi, legati sia al sesso biologico che al genere, che hanno un impatto sulla persistenza dei DOAC”.

Bibliografia

1. Ferroni E, Gennaro N, Carbini G, et al. Sex differences in oral anticoagulants persistence among patients with non-valvular atrial fibrillation. J Sex Gender Specif Med 2024; 10(1): 4-11.
2. Andersson T, Magnuson A, Bryngelsson IL, et al. Gender-related differences in risk of cardiovascular morbidity and all-cause mortality in patients hospitalized with incident atrial fibrillation without concomitant diseases: a nationwide cohort study of 9,519 patients. Int J Cardiol. 2014; 177(1): 91-99.
3. Shantsila E, Wolff A, Lip GY, et al. Gender differences in stroke prevention in atrial fibrillation in general practice: using the GRASP-AF audit tool. Int J Clin Pract. 2015;69(8):840-845.
4. Toorop MMA, Chen Q, Tichelaar VYIG et al. Predictors, time course, and outcomes of persistence patterns in oral anticoagulation for non-valvular atrial fibrillation: a Dutch Nationwide Cohort Study. Eur Heart J. 2021; 42(40): 4126-37.
5. Ferroni E, Gennaro N, Costa G et al. Real-world persistence with direct oral anticoagulants (DOACs) in naïve patients with non-valvular atrial fibrillation. Int J Cardiol. 2019;288:72-5.