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Lipoproteina(a), proteina C-reattiva ad alta sensibilità e rischio cardiovascolare

Redazione By 19 Febbraio 2024No Comments
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Lipoproteina(a) proteina C-reattiva

Livelli elevati di lipoproteina(a) [Lp(a)] si associano a un rischio cardiovascolare maggiore indipendentemente da quelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP)?

Sono stati pubblicati su JAMA Cardiology i risultati di uno studio statunitense che ha valutato questa associazione in contesti di prevenzione primaria e secondaria (1).

Com’è noto la presenza di livelli elevati di lipoproteina(a) costituisce un potenziale fattore di rischio causale per le patologie cardiovascolari di natura aterosclerotica (ASCVD). Tuttavia, non è chiaro se questo aumento del rischio si riscontri solo in presenza di un’infiammazione concomitante.

Lo studio pubblicato su JAMA Cardiology ha preso in considerazione tre coorti: una relativa ai soggetti senza ASCVD inclusi nella UK Biobank (dati dal 2006 al 2010), una relativa ai soggetti con dati iniziali su Lp(a) e hs-CRP inclusi nel trial randomizzato FOURIER (TIMI 59) (dati dal 2013 al 2017) e una relativa ai soggetti con ASCVD e valori iniziali di Lp(a) e hs-CRP inclusi nel trial randomizzato SAVOR-TIMI 53 (dati dal 2010 al 2013).

I livelli di lipoproteina(a) sono stati considerati sia come variabile continua che come variabile dicotomica (valore soglia: 125 nmol/L) e valutati in relazione a quelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità e al rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE: endpoint composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus ischemico), ai singoli componenti MACE e alla presenza di arteriopatia periferica (PAD).

Tra i 357.220 individui inclusi nella UK Biobank, 232.699 (65%) avevano valori di hs-CRP <2 mg/L e 124.521 (35%) avevano valori ≥2 mg/L. In un modello di Cox aggiustato per i fattori di rischio ASCVD, livelli elevati di Lp(a) sono risultati associati a un aumento del rischio cardiovascolare indipendentemente dal valore iniziale di hs-CRP, sia per quanto riguarda i MACE intesi come misura composita (P < 0,001) che per l’infarto miocardico, l’ictus ischemico e la PAD presi singolarmente.

Tra i 34.020 soggetti reclutati nei trial FOURIER (TIMI 59) e SAVOR-TIMI 53, invece, 17.643 (52%) avevano valori bassi di hs-CRP alla baseline e 16.377 (48%) valori elevati. In questo caso nei modelli di rischio di Cox la presenza di livelli elevati di Lp(a) è risultata associata a un aumento del rischio cardiovascolare, indipendentemente dal valore iniziale di hs-CRP, per i MACE nel complesso (P < 0,001), per l’infarto miocardico e per la PAD.

I risultati suggeriscono quindi che livelli più elevati di lipoproteina(a) potrebbero essere associati a un rischio maggiore di MACE, infarto miocardico e PAD indipendentemente dal valore iniziale di proteina C-reattiva ad alta sensibilità, sia in un contesto di prevenzione primaria che di prevenzione secondaria.

Bibliografia

1. Small AM, Pournamdari A, Melloni GE, et al. Lipoprotein(a), C-Reactive Protein, and Cardiovascular Risk in Primary and Secondary Prevention Populations. JAMA Cardiol 2024; doi:10.1001/jamacardio.2023.5605.