Skip to main content

La ricerca osservazionale sui media italiani: il caso degli effetti di COVID-19 sulla salute cardiovascolare

Redazione By 7 Ottobre 2022Ottobre 17th, 2022No Comments
SpecialiNews

Quando il 7 febbraio scorso sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine i risultati di un ampio studio osservazionale retrospettivo sulle conseguenze a lungo termine di COVID-19 sulla salute cardiovascolare (1), la notizia è stata rilanciata immediatamente da quasi tutti i media italiani e internazionali. I dati emersi dall’analisi erano infatti ben poco rassicuranti in quanto mostravano un aumento del rischio di andare incontro a diverse patologie cardiache tra cui infarti, ictus e scompenso cardiaco entro un anno dall’infezione da SARS-CoV-2. Leggendo gli articoli usciti sulle testate online italiane, tuttavia, si notava subito come lo studio e i relativi risultati venissero descritti in modo spesso parziale, omettendo alcuni dettagli metodologici fondamentali e giungendo a conclusioni affrettate.

Un gruppo di quattro autori, composto da due cardiologi (Camilla Alderighi e Raffaele Rasoini) e due giornalisti scientifici (Rebecca De Fiore e Fabio Ambrosino), ha quindi deciso di analizzare tutti gli articoli giornalistici usciti sui media italiani nelle due settimane successive la pubblicazione dello studio, andando a valutare in modo sistematico la qualità delle informazioni che riportavano. I risultati dell’analisi sono stati pubblicati di recente sulla rivista Recenti Progressi in Medicina (2).

Sono stati presi in considerazione tutti gli articoli incentrati sullo studio pubblicato su Nature Medicine usciti nel periodo compreso tra il 7 e il 21 febbraio 2022, escludendo quelli a pagamento e quelli pubblicati su testate rivolte a operatori sanitari. Il campione finale era costituito da 30 articoli. Per valutare la qualità di questi è stata sviluppata una checklist composta da 13 item relativi a cinque categorie tematiche considerate rilevanti nell’ambito del reporting degli studi osservazionali – causalità, allarmismo, spin, actionability e valutazione critica – definendo poi per ogni categoria una soglia oltre la quale l’articolo analizzato veniva considerato problematico.media italianiNell’ambito della prima categoria, ad esempio, rientravano gli item “l’articolo usa un linguaggio che implica una relazione causale tra le variabili analizzate” e “l’articolo menziona l’incapacità delle ricerche osservazionali di stabilire una relazione causale tra le variabili analizzate”, mentre la categoria “valutazione critica” includeva item come “l’articolo specifica se lo studio è un’analisi retrospettiva o prospettica” e quella relativa all’”actionability” l’item “l’articolo riporta direttamente o indirettamente (es. attraverso la voce degi esperti) la necessità di mettere in atto azioni sulla base dei risultati dello studio”.

I quattro autori hanno quindi utilizzato la suddetta checklist per analizzare in modo indipendente i 30 articoli presi in considerazione, risolvendo collaborativamente eventuali esiti discordanti. Dai risultati di tale analisi è emerso che il 100% degli articoli prodotti dai media italiani aveva un problema nell’ambito della categoria “causalità”, l’83,5% nell’ambito della categoria “allarmismo”, il 75% nell’ambito della categoria “spin”, il 53,3% nell’ambito della categoria “acionability” e l’86,7% nell’ambito della categoria “valutazione critica”.

Seppure con delle limitazioni (es. analisi del reporting di un singolo studio, checklist non validata) i risultati mostrano quindi che la qualità della copertura mediatica dello studio osservazionale pubblicato su Nature Medicine è stata, da parte dei media italiani, piuttosto scadente. Ciò è preoccupante in quanto la mancanza di un’analisi critica dei risultati della ricerca osservazionale può portare i lettori a considerare le associazioni emerse in termini causali, favorendo la diffusione di interventi di basso valore (ad es. valutazioni cardiologiche non necessarie nei pazienti asintomatici con storia di COVID-19 lieve), paure ingiustificate o persino l’affidamento a trattamenti inappropriati. Gli autori stanno ora allargando l’analisi al contesto internazionale per valutare eventuali differenze nell’attività di reporting dello studio di Nature Medicine al di fuori dell’Italia.

Bibliografia:

1. Xie Y, Xu E, Bowe B, Al-Aly Z. Long-term cardiovascular outcomes of Covid-19. Nature Medicine 2022; https://doi.org/10.1038/s41591-022-01689-3.
2. Rasoini R, De Fiore R, Ambrosino F, Alderighi C. To observe the observations on observational research: how do Italian online media report about a contemporary mainstream observational study? Recenti Prog Med 2022; 113: 609-617