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Cuore e cervello interagiscono più di quanto pensassimo

Redazione By 13 Settembre 2023No Comments
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cuore cervello

Sono sempre di più le evidenze che mettono in relazione salute cardiovascolare e quella del cervello. Se da un lato è ormai ampiamente accettato che i fattori di rischio cardiovascolare costituiscono la causa principale di eventi cerebrali acuti come l’ictus, infatti, è sempre più chiaro che gli stessi fattori possono incidere in modo significativo anche sul rischio di sviluppare patologie neurodegenerative.

Recentemente, ad esempio, il ruolo causale di fattori di rischio cardiovascolare – e nello specifico dell’ipertensione – è stato messo in luce per la Malattia di Alzheimer.

“Se studiamo più in dettaglio molte forme di decadimento cognitivo, anche attraverso l’esame di reperti autoptici, vediamo chiaramente che esiste una componente vascolare non trascurabile”, ha commentato Daniela Carnevale, responsabile dell’Unità di Ricerca di CardioNeuroImmunologia del Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’IRCCS Neuromed Istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli, che da più di dieci anni si occupa di questi temi sviluppando modelli animali dedicati.

Lo studio di questa relazione potrebbe inoltre portare all’individuazione di meccanismi molecolari potenzialmente utilizzabili come target per terapie innovative. “Stiamo conducendo studi clinici che combinano l’approccio al paziente più cardiologico a una visione di analisi neurovascolare mediante la risonanza magnetica nucleare. Grazie a tecniche innovative di analisi delle immagini, puntiamo a individuare precocemente un eventuale danno neurologico in pazienti ipertesi”.

Questi vengono poi seguiti nel tempo al fine di individuare nuove possibilità di trattamento in grado di contrastare l’evoluzione della patologia (1). Altri studi condotti dallo stesso gruppo di ricerca puntano invece a comprendere l’altro verso della relazione, quello che riguarda gli effetti dell’attività cerebrale sulla salute cardiovascolare.

“Non solo il cervello è un ‘organo bersaglio’ dell’ipertensione – ha spiegato Carnevale – ma è anche uno dei principali regolatori del sistema cardiocircolatorio. La regolazione avviene tramite due modalità principali: la prima fa riferimento al continuo interscambio di informazioni che vengono dagli organi periferici per essere poi elaborate dal sistema nervoso autonomo, che risponde con altri impulsi nervosi in modo da mantenere un equilibrio, la cosiddetta omeostasi”.

Il gruppo di ricerca del Neuromed ha però identificato anche un’altra via di comunicazione e controllo: il sistema immunitario. “Il sistema nervoso, infatti, controlla la milza, organo che per decenni è stato considerato poco o per niente necessario ma che in realtà è importante per organizzare risposte immunitarie appropriate agli stimoli a cui l’organismo è sottoposto”.

“Ciò che abbiamo scoperto – ha concluso Carnevale – è che il cervello controlla direttamente quali cellule presenti nella milza vengono immesse nella circolazione sanguigna per raggiungere gli organi periferici (come il cuore, i vasi, i reni) che, a loro volta, controllano le funzioni cardiovascolari. Lo definiamo sistema ‘neuroimmunitario’ e si sta dimostrando determinante per molti fattori di rischio cardiovascolare (2)”.

Della relazione tra cuore e cervello si parlerà spesso anche su NeuroInfo: la nuova piattaforma per l’aggiornamento del neurologo de Il Pensiero Scientifico Editore, realizzata in collaborazione con la Rivista di Neurologia, che sarà online a partire dal 13 settembre 2023.

Bibliografia

1. Carnevale L, Maffei A, Landolfi A, et al. Brain functional magnetic resonance imaging highlights altered connections and functional networks in patients with hypertension. Hypertension 2020; 76(5): 1480-1490.
2. Carnevale D, Perrotta M, Pallante F, et al. A cholinergic-sympathetic pathway primes immunity in hypertension and mediates brain-to-spleen communication. Nature communications 2016; 7(1): 1-13.