Come facilitare la disassuefazione dal fumo

A cura di Fabio Ambrosino By 25 Luglio 2025No Comments
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disassuefazione dal fumo

Il fumo di tabacco rimane uno dei principali fattori di rischio modificabili per le patologie cardiovascolari, nonostante un calo della prevalenza globale negli ultimi decenni. La cessazione del fumo offre benefici cardiovascolari ben documentati, ma abbandonare questa abitudine rappresenta una sfida significativa. Una recente revisione narrativa pubblicata su Progress in Cardiovascular Diseases – realizzata dai membri delle aree Prevenzione Cardiovascolare, Cardioncologia e Management e Qualità dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – offre una panoramica pratica e basata sull’evidenza delle strategie attuali per la disassuefazione dal fumo, con un focus sulla loro rilevanza per la riduzione del rischio cardiovascolare (1).

Gli autori hanno condotto una revisione narrativa focalizzata sull’impatto della cessazione del fumo sul rischio di patologie cardiovascolari, sui meccanismi della dipendenza da nicotina e sulle manifestazioni della sindrome da astinenza. La ricerca bibliografica è stata eseguita su PubMed, limitata ad articoli in inglese pubblicati negli ultimi cinque anni (fino al 31 maggio 2025), utilizzando termini MeSH specifici. Sono state consultate anche fonti aggiuntive come le pubblicazioni digitali della World Health Organization (WHO) (2) e il sito web dell’European Network for Smoking and Tobacco Prevention. Essendo una revisione narrativa, non sono stati applicati criteri sistematici di inclusione o esclusione.

Il rischio cardiovascolare associato al fumo e i benefici della cessazione

Studi preclinici e clinici hanno costantemente dimostrato che il fumo induce processi fisiopatologici come stress ossidativo, infiammazione, disfunzione endoteliale e alterazioni del profilo lipidico, che contribuiscono allo sviluppo e alla progressione dell’aterosclerosi in modo dose-dipendente. Il fumo, poi, è anche un fattore di rischio riconosciuto per la fibrillazione atriale.

Per quanto riguarda le sigarette elettroniche (e-cigarettes), sebbene espongano a livelli inferiori di prodotti della combustione, rilasciano comunque sostanze tossiche e i loro rischi a lungo termine e la sicurezza cardiovascolare rimangono incerti. Studi hanno mostrato che l’uso di e-cigarettes aumenta la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, sebbene in misura minore rispetto alle sigarette convenzionali. Gli utilizzatori esclusivi di e-cigarettes hanno mostrato un rischio di patologie cardiovascolari simile ai non fumatori e inferiore del 30-40% rispetto ai fumatori di sigarette convenzionali (3, 4). Tuttavia, i “dual smokers” (che usano sia sigarette convenzionali che e-cigarettes) presentano un rischio cardiovascolare paragonabile a quello dei fumatori esclusivi di sigarette convenzionali.

L’associazione tra fumo e i biomarcatori delle patologie cardiovascolari si riduce progressivamente dopo la cessazione, scomparendo dopo 30 anni di astinenza, ad eccezione del punteggio di calcio delle arterie coronarie. La cessazione del fumo è associata a una minore incidenza di aterosclerosi, un migliore controllo della pressione sanguigna nei pazienti ipertesi, una riduzione della rigidità arteriosa e una riduzione complessiva del rischio cardiovascolare. Nonostante questi benefici, la percentuale di fumatori con patologie cardiovascolari che partecipano a programmi di cessazione e riescono a smettere rimane bassa.

Una panoramica interventi per la disassuefazione dal fumo

Le linee guida internazionali riconoscono il fumo come un fattore di rischio maggiore per le patologie cardiovascolari e raccomandano fortemente la cessazione del fumo come strategia costo-efficace per la prevenzione, sia primaria che secondaria. Un approccio completo che include interventi non farmacologici e, se necessario, farmacologici, aumenta la probabilità di successo (5). Il modello delle “Cinque A” (Ask, Advise, Assess, Assist, Arrange) è un quadro pratico per promuovere la cessazione del fumo nella pratica clinica (6).

Gli interventi non farmacologici

  • Consiglio breve: un consiglio opportunistico da parte dei professionisti sanitari, anche molto breve (<3 minuti), aumenta significativamente i tassi di cessazione. Questo può essere personalizzato e includere suggerimenti pratici per gestire il craving e i sintomi di astinenza (ad esempio, attività fisica, evitare trigger, esercizi di respirazione). Il ruolo del medico come modello di comportamento sano è cruciale.
  • Interventi cognitivo-comportamentali ed eHealth: questi interventi mirano a modificare i modelli di pensiero e i comportamenti che sostengono stili di vita non salutari. Sessioni multiple, la cui frequenza e durata sono positivamente associate a tassi di successo più elevati, sono più efficaci dei consigli brevi. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (eHealth), come la consulenza telefonica, i messaggi di testo e le app per smartphone, possono migliorare l’accessibilità e l’efficacia, specialmente se combinate con terapie farmacologiche. Tuttavia, le raccomandazioni per gli interventi eHealth rimangono condizionali a causa della moderata-bassa certezza delle evidenze.

Gli interventi farmacologici

Diverse terapie farmacologiche sono approvate come opzioni di prima linea per supportare la cessazione del fumo, in conformità con le linee guida della WHO:

  • Terapia sostitutiva della nicotina (TSN): allevia i sintomi di astinenza e il craving. Disponibile in diverse formulazioni (cerotti, gomme, inalatori, spray, pastiglie), può essere ottenuta senza prescrizione medica.
  • Vareniclina: più efficace di altre monoterapie e senza interazioni farmacologiche significative. Controindicata in caso di malattia renale terminale.
  • Bupropione: ha un effetto antidepressivo e un impatto minimo sull’aumento di peso. Controindicato in caso di storia di convulsioni, disturbi alimentari, abuso di alcol o uso di MAOIs.

Per aumentare l’efficacia, è consigliabile combinare la farmacoterapia con interventi non farmacologici. La fase iniziale del trattamento è critica per il successo. In caso di risposta parziale o assente alle opzioni di prima linea, si può considerare la terapia combinata (ad esempio, due forme di TSN, o bupropione + TSN, o bupropione + vareniclina). Le opzioni di seconda linea includono, invece, nortriptilina e citisina.

In conclusione, la cessazione del fumo è una componente essenziale della gestione del rischio cardiovascolare. Una comprensione approfondita dei meccanismi della dipendenza e delle manifestazioni della sindrome da astinenza, unita all’applicazione di strategie basate sull’evidenza che combinano interventi non farmacologici e farmacologici, è fondamentale per supportare i pazienti nel loro percorso verso l’astinenza. È un imperativo clinico che i medici si impegnino attivamente e precocemente in queste strategie, poiché il loro ruolo è determinante per tradurre la conoscenza scientifica in benefici concreti e duraturi per la salute dei pazienti.

Bibliografia

1. Colivicchi F, Di Fusco SA, Gil Ad V, et al. How to facilitate smoking cessation. Prog Cardiovasc Dis 2025;DOI:10.1016/j.pcad.2025.07.007.
2. World Health Organization. WHO global report on trends in prevalence of tobacco use 2000‑2025. (Rapporto 2023).
3. Harlow AF, Stokes AC, Brooks DR, et al. E‑cigarette use and combustible cigarette smoking initiation among youth: accounting for time‑varying exposure and time dependent confounding. Epidemiology 2022; 33(4):523‑532.
4. Kim HJ & Kim H. Prognosis after switching to electronic cigarettes following percutaneous coronary intervention: a Korean nationwide study. Eur Heart J 2025; 46(1):84‑95.
5. Akter S, Rahman MM, Rouyard T, et al. A systematic review and network meta analysis of population‑level interventions to tackle smoking behaviour. Nat Hum Behav 2024; 8(12):2367‑2391.