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Monitoraggio remoto dei pazienti con scompenso cardiaco: lo studio TELESAT-HF

Redazione By 16 Maggio 2024No Comments
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Un monitoraggio remoto algorithm-based dei pazienti affetti da scompenso cardiaco potrebbe ridurre la mortalità per tutte le cause rispetto all’approccio standard. Sono stati presentati nel corso dell’edizione 2024 dell’Heart Failure Association, tenutosi a Lisbona dall’11 al 14 maggio, i risultati dello studio osservazionale francese TELESAT-HF.

Il sistema di monitoraggio remoto valutato nello studio si caratterizza per la facilità di utilizzo: non richiede l’installazione di software, applicazioni o sensori esterni ed è utilizzabile da pazienti con qualsiasi livello di competenza digitale. Nello specifico il sistema richiede di rispondere ogni settimana – tramite internet o per via telefonica – a una serie di domande riguardanti il peso e i sintomi (ad esempio: “Ha le caviglie gonfie stamattina?”, “Si sente più affannato rispetto alla settimana scorsa?”, “Ha il respito corto anche a riposo?”). In base alle risposte viene calcolato uno score da 0 a 36 punti, con l’attivazione di un alert al team medico in caso di punteggi superiori a una certa soglia.

Per valutare l’efficacia di questo approccio, lo studio TELESAT-HF ha incluso pazienti con classe funzionale NYHA II o superiore e livelli elevati di peptidi natriuretici cerebrali (BNP) o NT-proBNP o con un’ospedalizzazione per scompenso cardiaco nei 12 mesi precedenti. In totale, sono stati seguiti con monitoraggio remoto 5.357 soggetti, confrontati con 13.525 pazienti trattati secondo l’approccio assistenziale standard. Più della metà dei pazienti inclusi nell’analisi aveva una storia di coronaropatia, più dell’85% aveva ipertensione e circa un terzo aveva diabete mellito.

Al follow up a 30 mesi è emersa una riduzione della mortalità per tutte le cause nel gruppo dei pazienti seguito attraverso il sistema di monitoraggio remoto, a prescindere dal genere e dall’età (HR 0,64; IC al 95% 0,59-0,70).  Tale effetto è risultato significativamente più ampio nei soggetti che riportavano il loro peso e i sintomi tramite telefono (riduzione della mortalità per tutte le cause del 46% rispetto all’approccio standard) rispetto a coloro che lo facevano attraverso la piattaforma web (riduzione del 33% rispetto all’approccio standard).

Come sottolineato dagli stessi autori nel corso della presentazione dei risultati, tuttavia, trattandosi di uno studio osservazionale si può solo ipotizzare che l’effetto sulla mortalità sia effettivamente legato all’efficacia del monitoraggio remoto. Sarà ora necessario verificare tale ipotesi attraverso uno studio randomizzato.