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Presentati i dati a cinque anni del trial ISCHEMIA-CKD

A cura di Rebecca De Fiore By 29 Agosto 2022Agosto 30th, 2022No Comments
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ISCHEMIA-CKD

Secondo lo studio ISCHEMIA-CKD EXTEND,  presentato al congresso 2022 dell’European Society of Cardiology, in pazienti con malattia renale cronica avanzata e coronaropatia l’adozione di una strategia invasiva non riduce il rischio di morte a cinque anni rispetto a una strategia conservativa.

Lo studio ha ripreso il trial ISCHEMIA-CKD – presentato in precedenza (1) – che aveva arruolato 777 pazienti con età media di 63 anni, di cui il 31% donne, affetti da malattia renale cronica avanzata (definita come velocità di filtrazione glomerulare stimata <30 ml/min/1,73 m2 o in dialisi) e con un’ischemia moderata o grave allo stress test. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a una strategia invasiva iniziale – che consisteva in cateterizzazione cardiaca e rivascolarizzazione ottimale con angioplastica o intervento di bypass coronarico in aggiunta alla terapia medica indicata dalle linee guida – o a una strategia conservativa iniziale della sola terapia medica indicata dalle linee guida con intervento chirurgico previsto solo in caso di fallimento della terapia. A un follow-up mediano di 2,2 anni, la strategia invasiva iniziale non aveva ridotto l’outcome primario di mortalità o infarto miocardico non fatale.

Lo studio ISCHEMIA-CKD EXTEND, presentato oggi a ESC Congress 2022, aveva come endpoint primario la mortalità per tutte le cause. A un follow-up mediano di cinque anni, si sono verificati un totale di 305 decessi (113 dalla pubblicazione dei risultati primari), di cui 158 nel gruppo sottoposto a strategia invasiva e 147 sottoposto a strategia conservativa, evidenziando così nessuna differenza significativa tra i due gruppi (hazard ratio aggiustato 1,12; IC 95% 0,89-1,41; p=0,322).

Sripal Bangalore, docente della New York University School of Medicine e autore principale dello studio, ha dichiarato: “In questo follow-up quinquennale dei pazienti dello studio ISCHEMIA-CKD, una strategia di gestione invasiva iniziale non ha migliorato la sopravvivenza se aggiunta alla terapia medica indicata dalle linee guida in pazienti con malattia renale cronica avanzata e coronaropatia. È importante sottolineare che – poiché il tasso di mortalità è molto alto a cinque anni – si tratta di un gruppo di pazienti ad alto rischio che ha urgente bisogno di terapie”.

Bibliografia

1. Bangalore S, Maron DJ, O’Brien SM, et al. Management of coronary disease in patients with advanced kidney disease. N Engl J Med. 2020;382:1608–1618.