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L’angioplastica non è efficace nella sindrome coronarica cronica. Lo studio REVIVED-BCIS2

A cura di Rebecca De Fiore By 27 Agosto 2022Agosto 28th, 2022No Comments
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REVIVED-BCIS2

L’angioplastica non riduce la mortalità per tutte le cause o le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco nei pazienti con grave disfunzione ventricolare sinistra e malattia coronarica estesa. È quanto emerge dallo studio REVIVED-BCIS2 – il primo studio randomizzato sufficientemente forte per esaminare l’efficacia e la sicurezza dell’angioplastica nei pazienti con disfunzione sistolica del ventricolo sinistro – presentato al congresso 2022 dell’European Society of Cardiology.

Lo studio ha arruolato pazienti con una frazione di eiezione pari al 35% o inferiore, malattia coronarica estesa e una viabilità dimostrabile in almeno quattro segmenti miocardici disfunzionali potenzialmente rivascolarizzabili tramite angioplastica. Sono stati esclusi i pazienti che avevano avuto un infarto miocardico nelle quattro settimane precedenti e quelli con scompenso cardiaco congestizio o aritmie ventricolari sostenute nelle 72 ore. I 700 pazienti provenienti da 40 centri nel Regno Unito – con età media di 70 anni, di cui l’80% uomini e con frazione di eiezione ventricolare sinistra media del 28% – sono poi stati assegnati in modo casuale con un rapporto di 1:1 ad angioplastica con terapia medica ottimale o a sola terapia medica ottimale. Come outcome primario è stato utilizzato un endopoint composito di mortalità per tutte le cause o ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. Durante un follow-up mediano di 3,4 anni, l’outcome primario si è verificato in 129 (37,2%) pazienti nel gruppo sottoposto ad angioplastica e 134 (38,0%) pazienti nel gruppo della sola terapia medica (HR 0,99; CI 95% 0,78– 1,27, p=0,96).

Divaka Perera, docente del King’s College Londone e autore principale dello studio, ha sottolineato come “l’angioplastica non dovrebbe essere offerta a pazienti stabili con disfunzione del ventricolo sinistro di natura ischemica, se l’unico scopo è fornire un beneficio prognostico. I risultati dello studio REVIVED-BCIS2 dovrebbero aiutare a migliorare le linee guida sulla gestione della malattia coronarica nei pazienti con funzione ventricolare sinistra grave”.