GLP-1 RA nelle donne: maggiore calo ponderale, ma evidenze sesso-specifiche ancora limitate

Redazione By 1 Ottobre 2026No Comments
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Le donne sono le principali utilizzatrici degli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), ma le indicazioni specifiche per le pazienti non hanno tenuto il passo con la diffusione di questi farmaci. Una revisione narrativa presentata al congresso EASD 2026 e pubblicata su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health indica una maggiore perdita di peso nelle donne, ma segnala lacune su tollerabilità, composizione corporea e accesso (1). 

Il gruppo guidato da Claire Meek, dell’Università di Leicester, con Paul Franks (Lund University) come corresponding author, rileva che, a parità di miglioramento del controllo glicemico, il calo ponderale è maggiore nelle donne. Tra le possibili cause figurano un’esposizione sistemica al farmaco più elevata, anche dopo aggiustamento per la massa corporea, una maggiore soppressione dei comportamenti motivati dal cibo e, in studi sul modello animale, interazioni tra GLP-1 ed estrogeni. Nei dati real-world le donne riferiscono più eventi avversi, tra cui cefalea, vomito e capogiri, mentre nei trial con placebo l’incidenza corretta per il placebo è simile nei due sessi. 

Sul piano cardiovascolare, gli autori richiamano una meta-analisi di 10 trial randomizzati in persone con diabete di tipo 2: i GLP-1 RA a lunga durata d’azione riducono del 14% i MACE, del 14% le ospedalizzazioni per scompenso, del 17% gli eventi renali compositi e del 12% la mortalità per tutte le cause. Si tratta di effetti di classe, non specifici per sesso, ottenuti in popolazioni composte in larga parte da pazienti con malattia cardiovascolare già nota. Nelle persone con obesità l’effetto cardioprotettivo risulta indipendente da adiposità basale, sesso ed etnia. Le donne, però, sono sottorappresentate nei trial su esiti diversi dall’obesità e la maggior parte degli studi non riporta analisi sesso-specifiche. 

Restano aperte altre questioni. Nella maggior parte dei trial la perdita di peso è per circa il 70% massa grassa e per il 30% massa magra, e non è noto se valga anche nel diabete di tipo 2 magro. Una perdita ulteriore di massa magra potrebbe favorire fragilità, soprattutto nelle donne anziane. Dopo la sospensione, la ripresa ponderale è rapida e può annullare i miglioramenti metabolici. Sul versante dei disturbi psichiatrici, il profilo di sicurezza è nel complesso rassicurante, ma si raccomanda lo screening di depressione, ansia e disturbi del comportamento alimentare. 

Il nodo è anche l’accesso. La semaglutide potrebbe essere prodotta a meno di 1 dollaro/mese in formulazione orale e a meno di 5 dollari/mese in quella iniettabile, ma quasi l’80% degli adulti eleggibili vive nei Paesi a basso e medio reddito, dove in molti contesti i prezzi superano i 90 dollari al mese. Gli autori chiedono la rendicontazione dei risultati dei trial stratificata per sesso ed etnia, studi dedicati alle diverse fasi della vita della donna e percorsi di accesso più equi. Va ricordato che si tratta di una revisione narrativa, senza criteri sistematici predefiniti di selezione degli studi. 

Bibliografia

1. Meek CL, Anjana RM, Chandiwana N, et al. Global barriers to GLP-1 receptor agonist treatment in women: access, safety, and equity. Lancet Obstet Gynaecol Womens Health 2026. Published online September 29, 2026.