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Angioplastica per il trattamento dell’angina stabile? I risultati del trial ORBITA-2

Fabio Ambrosino By 13 Novembre 2023Gennaio 11th, 2024No Comments
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angioplastica angina

L’impianto di uno stent coronarico mediante angioplastica allevia il dolore toracico e migliora la capacità di esercizio nei pazienti che assumono pochi o nessun farmaco per l’angina stabile.

È quanto emerge dai risultati del trial ORBITA-2, presentati nel corso delle Scientific Sessions 2023 dell’American Heart Association e pubblicati in simultanea sul New England Journal of Medicine (1).

L’unico studio che aveva valutato l’effetto di un’angiolastica sul dolore toracico, lo studio ORBITA, pubblicato nel 2017, non aveva messo in evidenza un beneficio in termini di capacità di esercizio e riduzione dei sintomi associato a un’angioplastica, rispetto a una procedura sham, nei pazienti con coronaropatia stabile di un singolo vaso (2).

“È possibile che l’effetto dell’angioplastica nel trial ORBITA sia stato ridimensionato dall’alto livello di aderenza alle linee guida sui farmaci antianginosi, difficile da raggiungere nella pratica clinica”, ha dichiarato Rasha Al-Lamee, borsista di ricerca della British Heart Foundation e consulente di cardiologia interventistica presso l’Imperial College London e l’Imperial College Healthcare NHS Trust.

Il trial ORBITA-2, condotto in 14 centri nel Regno Unito, ha invece coinvolto una gamma più ampia di 301 pazienti con coronaropatia singola o multivasale, il 79% dei quali di sesso maschile e con un’età media di 64 anni. I partecipanti – i quali avevano anche altre condizioni di salute tra cui ipertensione (63%), diabete di tipo 2 (28%) e ipercolesterolemia (72%), sono stati assegnati in modo casuale all’impianto di uno stenting coronarico o a una procedura placebo (sham). Né i pazienti né i team medici o di ricerca erano a conoscenza della procedura ricevuta.

La terapia di fondo per il dolore toracico era stata sospesa prima dell’assegnazione a uno dei due gruppi di trattamento e ripresa solo in caso di segnalazione di sintomi al team di ricerca (mantenendo però la cecità rispetto al trattamento assegnato).

Durante lo studio, i pazienti hanno segnalato quotidianamente la presenza o meno di dolore toracico utilizzando un’applicazione smartphone. Questi report giornalieri dei sintomi e la necessità di farmaci per il dolore toracico sono stati utilizzati per calcolare uno score indicativo dei sintomi anginosi.

“Abbiamo calcolato un ‘punteggio dei sintomi dell’angina’ giornaliero per ciascun partecipante basandoci principalmente su quanto dolore toracico avessero sperimentato e sulla necessità di assumere farmaci antianginosi. Abbiamo scoperto che gli stent miglioravano i sintomi rispetto alla procedura placebo”, ha aggiunto Al-Lamee.

Alla fine dello studio, infatti, i pazienti sottoposti a un’angioplastica sono risultati associati a una probabilità tre volte superiore di essere liberi dall’angina rispetto a quelli sottoposti alla procedura sham. In generale, la procedura percutanea ha migliorato il punteggio dei sintomi anginosi, con punteggi al follow-up pari a 2,9 nel gruppo sperimentale e a 5,6 nel gruppo placebo.

L’angioplastica è poi risultata associata a un miglioramento nel tempo di esercizio, pari però solo a 60 secondi. Un effetto, questo, paragonabile a quello di un farmaco antianginoso a dose piena.

L’impianto di stent, infine, non è risultato efficace in modo uniforme: il 59% dei pazienti sottoposti alla procedura ha continuato a sperimentare dolore toracico anche dopo l’intervento e una progressiva normalizzazione della circolazione coronarica. Non ci sono state morti nello studio, sebbene si siano verificati infarti miocardici in quattro pazienti nel gruppo dello stenting e sei pazienti nel gruppo del placebo.

“Ci aspettavamo che l’angioplastica fosse più efficace di una procedura placebo nei pazienti che assumevano pochi o nessun farmaco per il dolore toracico, e infatti, i risultati hanno dimostrato che la nostra ipotesi era corretta”, ha detto Al-Lamee. “Da ora in poi, pazienti e team medici potranno scegliere tra due percorsi per il sollievo dei sintomi anginosi: la terapia farmacologica per il dolore toracico o l’angioplastica. La chiave di questo trial è che è la prima terapia avviata che sembra avere l’effetto massimo. Anche se l’angioplastica non è priva di rischi né gratuita, il suo utilizzo come procedura iniziale può ora essere preso in considerazione”.

Bibliografia

1. Rajkumar CA, Foley MJ, Ahmed-Jushuf F, et al. A Placebo-Controlled Trial of Percutaneous Coronary Intervention for Stable Angina. N Eng J Med 2023;  DOI: 10.1056/NEJMoa2310610-.
2. Al-Lamee R, Thompson D, Dehbi HM, et al. Percutaneous coronary intervention in stable angina (ORBITA): a double-blind, randomised controlled trial. Lancet 2018; DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(17)32714-9.